La collina di San Quirico è un bene condiviso. Non appartiene solo ai proprietari, né soltanto ai Comuni: appartiene a chi la vive, la attraversa, la osserva cambiare stagione dopo stagione. La cura del territorio nasce da questa consapevolezza collettiva.
Prendersi cura significa leggere i processi ecologici, intervenire quando necessario, lasciare spazio quando la natura può procedere da sola. Significa prevenire gli incendi, contenere le specie invasive, mantenere i sentieri accessibili, garantire che il bosco sia sicuro e resiliente.
Questa visione trova una forma concreta nel Piano di Gestione, lo strumento che orienta le scelte dell’ASFO e dà continuità agli interventi. Il Piano definisce obiettivi, priorità, criteri tecnici e modalità operative: è la cornice che permette di trasformare la cura in un’azione coordinata, efficace e misurabile nel tempo.
Non è un documento statico: è un patto di lungo periodo tra territorio, comunità e istituzioni, che guida la collina verso un equilibrio più stabile e più sicuro.
La gestione attiva non è un’azione episodica: è una visione. Una visione che guarda alle generazioni future e che riconosce il valore della collina come infrastruttura ecologica, paesaggistica e sociale.
Ogni intervento — dal taglio selettivo alla manutenzione dei terrazzamenti, dalla pulizia dei versanti alla valorizzazione dei percorsi — contribuisce a mantenere un equilibrio che non è mai scontato.
La cura è un gesto quotidiano, fatto di competenze tecniche, responsabilità e partecipazione. È ciò che permette alla collina di essere vissuta in modo sostenibile, senza consumarla, senza impoverirla.
Custodire San Quirico significa garantire che questo paesaggio resti leggibile, accessibile e vivo anche per chi verrà dopo di noi.